12 febbraio 2007. Tag:

Ho iniziato a fotografare nel peggiore dei modi. Con un'indecente, vergognosa, scarsissima Canon Ixus V2. Una digitale da 2 megapixel e 3x di zoom e quei menu là che fanno tutto da soli. Niente di male per l'epoca, per carità. Era il 2001 e la grande novità era la fotografia digitale. La seconda grande novità erano i miei viaggi. Già, perchè proprio in quell'anno scoppiò la mia più grande passione, quella di vedere il mondo fuori dal National Geographic. La fotografia digitale era quindi il modo migliore per catturare quegli istanti emozionanti e irripetibili, quei luoghi così diversi che guardi con curiosità quando metti il naso fuori da casa tua.

Ma se lo scatto ti prende, la fotografia è una droga che ti consuma e ti cresce dentro. Più passava il tempo più cresceva la voglia di cercare il dettaglio, più capivo il potenziale di questa forma d'arte: ritrarre la realtà dal tuo punto di vista. Mettere TE dentro la realtà. E comunicarla. La fotografia è arte perchè non esistono due foto uguali e non esiste un'unica realtà: è la dimostrazione più immediata della relatività.

Sembrava che di "occhio" fossi provvisto, mancava la conoscenza approfondita della tecnica. Non se ne può mica fare a meno. Così dopo un passaggio a una digitale un po' più seria (una Fuji Finepix S5500 con zoom 10x), non potevo che fare il salto di qualità e passare al mondo reflex. E ora nelle mie mani ho una splendida bambina, la famosa Canon EOS 400D.

Si comincia a studiare.