1 maggio 2008.

grillo clyde E’ già da un po’ di tempo che un dubbio sottile ha incrinato la stima che provavo per il Beppone nazionale (e che provo ancora in certi casi). Il mettere tutto sullo stesso piano, un qualunquismo strisciante, strillare sempre e comunque anche quando non serve, una comunicazione che sembra più studiata che impulsiva e di pancia. Ok, Visco forse l’ha fatta grossa. Ma la risposta di Grillo è se possibile ancora più deludente. Ora, a parte il fatto che pubblicare i redditi di tutta Italia sul web è sbagliato più nella forma che nella sostanza, nel senso che bisognava discuterne prima di farlo a mo’ di colpo di stato a sorpresa, anche se sono convinto che in questo Paese spesso la parola “Privacy” è uno specchietto per le allodole per nascondere informazioni e verità. Ma Grillo che tira in ballo i rapimenti di persone, la Mafia, le rapine in villa, chiede aiuto a Tremonti (!!) e sputa veleno a destra e a manca puzza tanto. Sì, puzza proprio di uno colpito sul vivo. Di uno che non voleva far sapere i fattacci propri, in particolar modo quanto guadagna.

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