25 gennaio 2008.

E’ caduto il governo Mastella. Dopo 2 anni di litigate, franchi tiratori, tentate spallate, riforme mancate, maggioranze cambiate, fiducie cercate, il partito da duetrepercento di Romano Prodi è riuscito nell’intento di dare il colpo di grazia a un governo che, nel bene e nel male, spesso comunicandolo malissimo, era riuscito a portare a casa qualche risultato in tutta la provincia di Ceppaloni, che come noto si estende tra i comuni di Benevento, Napoli, Caserta, Salerta e Shangai. La crisi, innescata qualche giorno fa dall’arresto preventivo della sorella dello zio di secondo grado di Romano Prodi, ha avuto il suo epilogo nella giornata di ieri in Parlamento: l’intera operazione evidentemente studiata a tavolino dallo scaltro politico emiliano, ha provocato dure reazioni politiche in tutta la maggioranza di centrocentro. Molti parlamentari sono addirittura scoppiati a piangere dopo la lettura di poesie del figlio di Mastella, pubblicate in un blog su Internet. Ora gli scenari ipotizzabili si riducono a tre: un governo di larghe intese con un accordo tra Comunisti Sempre Rivoluzionari e Fronte Fascisti Puri, il ritorno di Belfagor oppure un’altra ennesima campagna elettorale che sapremo già come andrà a a finire. Ci salverà il Messia?

Si può solo riderci su. Sono schifato.

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