12 febbraio 2008.

Politicaduepuntozero pubblica due interessanti analisi sui neonati siti dei due partiti di massa che si contenderanno la vittoria nelle imminenti elezioni di Aprile 2008. Strategie e realizzazioni diverse per un identico obiettivo: coinvolgere e convincere il maggior numero di elettori a votare per PD o PDL. Il confronto è reso tanto più interessante per due motivi:

-entrambi i partiti sono di fatto nati ora
-i tempi per la realizzazione dei rispettivi siti erano ristrettissimi

pd partito democraticoIl Partito Democratico sceglie con decisione la strada del Social Network, mettendo in linea un sito che mescola contenuti proposti dalla redazione (compresa una Net TV chiamata “DemocraticaTV”), strumenti di partecipazione e relazione tra utenti (a cominciare dai famosi “forum tematici”) e mash-up con social esterni (Twitter, Flickr, YouTube). Anche se le funzionalità della piattaforma di Social Networking (denominata PD Network) non sono ancora tutte attive (esempio: la propria area personale/profilo utente) da un primo sguardo sembra che l’ambiente sia stato progettato con criterio, in modo da accogliere via via tutti i servizi che consentiranno ai cittadini-elettori di partecipare e dire la loro. Inoltre mi sembrano obiettivamente molto azzeccate le scelte a livello di design e user-experience, che denotano chiarezza, leggerezza, pulizia.

pdl partito delle libertàAltrettanto non si può dire del sito del Partito (anche sé al momento non si può ancora definirlo tale) Il Popolo delle Libertà, incentrato a quanto sembra più su contenuti (video, per la maggior parte) proposti da una redazione interna che sulla partecipazione e la conversazione con gli elettori. Poco Web 2.0, quindi. Scelta strategica o dettata dal poco tempo a disposizione? Forse entrambe le cose. Il risultato (complice una non azzeccatissima interfaccia di navigazione e l’utilizzo un po’ superato di strumenti come Flash) è abbastanza deludente, soprattutto se paragonato a esempi internazionali come l’ottimo sito di Obama o di Sarkozy, dove all’incontro e alla possibilità di dialogo con gli elettori è dato uno spazio preminente.

Vedremo come procederà questa campagna che si preannuncia senza esclusione di colpi. Certo è che il successo dipenderà anche (non solo, ovviamente) da come questi nuovi partiti sapranno sfruttare e interpretare le opportunità della rete. Comprese le modalità di misurazione del buzz generato tra i navigatori.

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