2 luglio 2008.

Ho appena finito l'”Ospite inquietante” di Umberto Galimberti, filosofo e scrittore che seguo e stimo. Nonostante le recenti accuse di plagio dell’Autrice Giulia Sissa, ve lo consiglio caldamente. Dal mio punto di vista ha colto pienamente la crisi dell’ “epoca della tecnica” in cui viviamo, che si riflette su tutti e in primis sui giovani. La morte del “senso” dovuta alla scomparsa dei valori ideali (religiosi e ideologici), prevista da Nietzsche, ora pienamente realizzata, provoca uno smarrimento e un vuoto profondo perché non abbiamo sostituito altro senso alla vita se non quello dell’affermazione e del denaro. Questo scompenso può essere supeato “incuriosendosi delle proprie virtù”, riscoprendo (citando dal video)

“quella che per i Greci era la grande meta dell’esistenza umana, ovvero l’arte del vivere, non tanto una ricerca di senso [..] ma un investimento su di sé […] un’espansività che trova espressione […] una ricerca di sé [..] appassionarsi e innamorarsi di sé [..] delle proprie capacità e virtù”

Molto significativa anche una citazione di Nietzsche, che a conti fatti con la Storia, risulta essere stato uno dei filosofi più visionari:

“La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo sempre più ricca, più desiderabile e più misteriosa (…) La vita come mezzo di conoscenza. Con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma anche gioiosamente vivere e gioiosamente ridere”

Il mondo è esperienza, la vita è mezzo di conoscenza. Esattamente quello che penso e (cerco) di applcare nel “poco tempo che ci è dato”. E che mi pare facciano molti ragazzi che mi piace leggere in questa versione 2.0 del Mondo.